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 ITINERARI RELIGIOSI   

 

SULLE ORME DI DON BOSCO

 

Castelnuovo Don Bosco

La località, centro con Valdocco della spiritualità salesiana, si colloca in Piemonte in mezzo alle dolci colline dell’astigiano settentrionale.

A ricordo dell’illustre Santo,  unitamente al più terreno motivo legato alla produzione del vino “Freisa” e di altri deliziosi vini piemontesi, Castelnuovo viene celebrato in tono semiserio come “Terra di Santi e di vini”.

Ai Becchi, piccola frazione del comune di Castelnuovo, si trova la casa natale di Don Bosco, nella quale egli visse fino ai 16 anni A tutt’oggi la casa, esempio tipico di antica abitazione di contadini piemontesi poveri, è stata conservata così come era ed è costante meta di pellegrinaggi.

Chieri

L’antica città di Chieri, ricca per la sua fertile campagna e per le sue telerie, anch’essa è legata alla viva memoria di Don Bosco che,  dal 1831 al 1835, vi frequentò le scuole pubbliche.

Il Duomo – Santa Maria della Scala - fu la chiesa più frequentata da Giovanni Bosco. Pregando e riflettendo davanti all’altare della raccolta cappella della Madonna delle Grazie decise il suo avvenire.

Il 30 ottobre 1835 Giovanni Bosco entrò in Seminario per cinque anni e mezzo. Ora il Seminario è sede di una scuola media statale.

Valdocco

Nel 1846 don Bosco portò il gruppo di giovani a Valdocco, a quel tempo area del tutto periferica di Torino. Qui nel 1854 fondò la comunità Salesiana, e maturò la sua santità fino al giorno della morte, 31 gennaio 1888.

Presso la Cappella Pinardi, “Culla” della famiglia Salesiana - dedicata a Gesù risorto in ricordo della Pasqua 1846 – dove pregava con i suoi giovani., don Bosco creò l’Oratorio dove sviluppò la sua attività a favore della gioventù attraverso “laboratori” di preghiera, lavoro, studio e svago.

La Basilica di Maria Ausiliatrice, fondata nel 1868, riconoscibile da lontano per la sua cupola e l’alta, ben visibile statua dorata della Madre di Dio,  è fisicamente nucleo di Valdocco e spiritualmente cuore della Famiglia Salesiana. Essa è la chiesa madre da cui sono partiti, nel 1875, i primi missionari salesiani e da cui ancora, ogni anno, partono missionari per tutto il mondo. Don Bosco la volle come centro irradiante della devozione alla Madonna.

 

SANTI SOCIALI TORINESI

Torino, città di grandi opere sociali, ha derivato questa suo impegno soprattutto dalla fervente attività religiosa di molti suoi figli (alcuni dei quali assunti alle glorie della Santità) orientata all’assistenza ed alla promozione sociale dei più bisognosi.

San Giovanni Bosco, San Giuseppe Benedetto Cottolengo, San Giuseppe Cafasso, la Serva di Dio Giulia Colbert di Barolo, Beato Faà di Bruno, San Leonardo Murialdo, Beato Pier Giorgio Frassati, Beato Giuseppe Allamano: tutti condussero una intensa vita spirituale, ma rivolsero tutte le loro energie all’aiuto del prossimo    E’ possibile cogliere la suggestione e l’eredità di questi Santi attraverso itinerari e percorsi lungo le “Vie della Fede”, un originale percorso culturale, storico e devozionale che coinvolge anche sei musei torinesi:

  • Il Museo delle Camerette Don Bosco,
  • la Piccola Casa della Divina Provvidenza,
  • il Museo Giulia di Barolo,
  • il Museo Murialdo,
  • il Museo Francesco Faà di Bruno,
  • il Museo Etnografico ed il Museo di Scienze Naturali Missioni della Consolata, spesso ignorati dai grandi circuiti turistici.

SACRA SINDONE

La Sindone di Torino è un lenzuolo di lino tessuto a spina di pesce che misura cm. 437 in lunghezza e cm. 111 in larghezza. Sul tessuto è visibile l’ immagine di un uomo che porta segni di torture, maltrattamenti e di crocifissione. La tradizione identifica l'uomo con Gesù e il lenzuolo  con il sudario che fu usato per avvolgerne il corpo quando egli, morto, fu deposto nel sepolcro.

La Sindone è conservata nel Duomo di Torino, la cui ultima ostensione è avvenuta dal 10 aprile al 23 maggio 2010

 

SACRI MONTI

I nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e altri manufatti architettonici eretti fra il XVI e il XVII secolo, dedicati a differenti aspetti della fede cristiana. In aggiunta al loro significato simbolico e spirituale, possiedono notevoli doti di bellezza, forza e gradevolezza, essendo integrati in un ambiente naturale e paesaggistico di colline, boschi e laghi. Contengono inoltre reperti artistici molto importanti, come affreschi e statue. Nel 2003 l’UNESCO ha iscritto i Sacri Monti nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.


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