capodanno nel mondo

Il Natale è passato, Santo Stefano anche… molti di noi sono di nuovo al lavoro; magari un po’ appesantiti dalle grandi abbuffate ma pronti a organizzarne di nuove. Le feste non sono finite!

Avete già pensato come passare il Capodanno?

Eh si, è una festa “comandata”, non possiamo arrivare al 31 dicembre e viverlo come fosse un giorno (e una notte!) qualunque. Obbligatorio divertirsi! Ognuno però ha la libertà di farlo come vuole; c’è chi attende l’anno scatenandosi ad un concerto, chi cerca spettacoli teatrali, chi invita gli amici per il Cenone, ecc… e c’è chi fugge dalla sua città per finire ed iniziare l’anno in un altro Paese.

Sarò di parte, ma quest’ultima possibilità mi sembra la migliore!

Trovarsi in un altro paese in un momento così particolare dell’anno vi farà scoprire curiose tradizioni e scaramanzie legate all’arrivo dell’anno nuovo.

Non dobbiamo andare tanto lontano per trovare rituali portafortuna.
In Italia si usa lanciare vecchi oggetti per lasciarsi l’anno alle spalle, ma non siamo i soli; in Argentina l’ultimo dell’anno si stracciano vecchi documenti facendone coriandoli da gettare dalla finestra e in Danimarca, per allontanare spiriti malvagi, si lanciano piatti e bicchieri contro la propria porta o quella degli amici.
Per quanto riguarda i colori, se in Italia è il rosso (secondo la tradizione dell’ indossare indumenti intimi rossi come buon auspicio per l’anno nuovo), in Centro America è invece il giallo il portafortuna: questo è il colore usato per le decorazioni che vestono a festa le strade di Città del Messico o Santiago del Cile.
In Brasile il colore fortunato è il bianco; questo è il colore che indossano più di 2 milioni persone sulla spiaggia di Copacabana a Rio de Janeiro. Qui l’anno nuovo viene accolto saltando sette volte tra le onde ed esprimendo altrettanti desideri.

Sempre dal Centro America (e dalla Spagna) arriva un altro rituale portafortuna, questa volta legato ai numeri. Allo scoccare della mezzanotte è tradizione mangiare 12 acini d’uva, uno per ogni mese dell’anno, uno per ogni rintocco di campana. Il 12 è presente anche nelle Filippine, dove è usanza mettere in tavola 12 frutti tondi, che ricordano le monete e sono quindi augurio di prosperità.
7 sono invece gli acini d’uva o chicchi di melagrana che devono essere mangiati come auspicio di prosperità, secondo la tradizione carioca.
In Giappone, il numero portafortuna è molto più alto. Le campane suonano 108 rintocchi per allontanare i 108 elementi del bonō, gli stati mentali che inducono nelle persone comportamenti malvagi.

Le tradizioni non finiscono qui: in Irlanda si bussa sui muri di casa con delle pagnotte, mentre in Danimarca, a mezzanotte, è tradizione saltare giù dalla sedie come metafora dell’uscita dall’anno vecchio per entrare in quello nuovo.
In Grecia il 31 dicembre si usa appendere una cipolla sulla porta d’ingresso, mentre in Perù e Colombia, per sapere come andrà il nuovo anno, si usa mettere tre patate, una con la buccia, una sbucciata in parte e una completamente pelata, sotto il divano o il letto. A mezzanotte, senza guardare, se ne prende una; se è quella con la buccia sarà un anno di abbondanza, se è quella pelata, sarà un anno di ristrettezze.
In Repubblica Ceca è la mela a dire come sarà l’anno; se, tagliandola a metà, al centro appare una croce, l’anno nuovo porterà problemi, se invece mostra una stella, sarà un anno positivo.
Inoltre, in molte culture in diversi angoli del mondo, dalla Grecia al Messico fino alle Filippine, l’ultimo giorno dell’anno si nasconde una moneta nell’impasto di una pagnotta: chi la trova avrà un anno positivo.

Riti scaramantici a parte… qual è la tradizione più diffusa per festeggiare l’arrivo dell’anno nuovo?

I fuochi d’artificio! Sembrerebbe non essere molto originale, visto che è uno spettacolo ormai presente ovunque e in qualsiasi momento dell’anno.
Ciò che fa la differenza è la cornice e, ultimamente, anche la tradizione di abbinare lo spettacolo pirotecnico al picnic.
Niente Cenone quindi, ma un più informale cestino! Succede a Sidney, mentre si ammirano i fuochi d’artificio lanciati sopra la Opera House, ma anche a Cape Town.
A Singapore invece, mentre i fuochi illuminano il cielo sopra Marina Bay, si scrivono desideri che vengono inseriti dentro una grossa sfera bianca. A mezzanotte ognuno la farà galleggiare sull’acqua, assieme ad altre decine di migliaia!

Chiudo con un’ultima curiosa usanza, diffusa in Messico, Colombia e in Ecuador; qui, l’ultimo dell’anno, le strade si riempiono di persone che trascinano una valigia vuota, come buon auspicio per un nuovo anno ricco di viaggi e nuove avventure.

E allora quale migliore augurio per tutti voi?
Festeggiate il Capodanno se, dove, come e con chi volete… ma tenete sempre ben in vista una valigia vuota, che sia sempre pronta ad essere riempita di ciò che vi serve per partire alla scoperta del mondo.

Buon Anno a tutti, vi aspettiamo nel 2019