Mar Morto

Non è di certo la prima volta che sento dibattere di questo argomento, ma imbattermi in un articolo della BBC che per iniziare bene il 2019 ci ricorda la disastrosa situazione del Mar Morto e il suo neanche troppo lento ritirarsi, mi ha davvero rovinato la giornata.

È innegabile che il Mar Morto sia uno dei luoghi più affascinanti e incredibili della terra. A più di 400 mt sotto il livello del mare, esiste un lago la cui acqua ha una tale concentrazione di salinità, da consentire a chi vi entra di galleggiare senza alcuna difficoltà.
Chi non l’ha mai provato ha magari visto le più disparate fotografie di bagnanti “seduti” nell’acqua a leggere il giornale. Ebbene sì, questo mare consente di vivere un’esperienza davvero unica e divertente. Avrete magari anche visto immagini di persone completamente ricoperte di fango; anche questa è una particolarità del Mar Morto, e molti turisti scelgono di soggiornare qui alcuni giorni proprio per beneficiare dei fanghi e di tutte le proprietà curative di questo lago salato.

Tornando alla notizia, pare che il Mar Morto si stia sempre più velocemente ritirando, e che per il 2050 sarà ridotto ad una “piscina”.

Gli studiosi che osservano lo sviluppo di questo, che è l’ennesimo disastro ambientale, segnalano che il livello del Mar Morto scende ogni anno di 1,5mt.
Le acque che alimentano il Mar Morto, arrivano da alcuni canali e fiumi, tra i quali il noto Giordano. Queste acque, raggiunto il Mar Morto, evaporano, e questo processo, unito ai naturali depositi di sale della depressione, è ciò che causa la sua caratteristica elevata salinità.
Fino alla metà del secolo scorso, il fluire delle acque del Giordano era bilanciato con il loro evaporare, ma dagli anni ’60 qualcosa ha rotto questo naturale equilibrio. Le acque che alimentavano il Mar Morto sono state parzialmente dirottate per essere distribuite in tutto il territorio Israeliano. Allo stesso modo, Siria e Giordania hanno deviato al medesimo scopo le acque del fiume Yarmouk.
Il turismo, con il suo sviluppo non sostenibile e lo sfruttamento da parte delle aziende che estraggono sali e minerali, hanno ovviamente contribuito ad alimentare questo disastro.
Sono oggi visibili zone aride tra la Giordania, Israele e la West Bank. Nei punti in cui il mare è prosciugato, si sono generate delle doline che rendono l’area inaccessibile.
Alcuni resort hanno dovuto chiudere, altri che erano stati costruiti proprio sulle rive del Mar Morto, oggi devono portare i propri clienti al mare con mezzi simili a trattori.

Si riuscirà a trovare una soluzione per salvare questa meraviglia, prima che diventi un deserto di sale?
La proposta di utilizzare un impianto di desalinizzazione sul Golfo di Aqaba, che permetterebbe alla Giordania di ottenere acqua potabile dal Mar Rosso e di riaprire la diga del Giordano verso nord, è stata più volte presa in considerazione come possibile soluzione.
Tuttavia i problemi politici dell’area non hanno consentito di portare avanti il progetto.

La speranza è l’ultima a morire, ma una cosa è certa: come dice Dr. Ofir Katz, ecologo del Dead Sea and Arava Science Center “Quanto sta avvenendo è una vera catastrofe. È una lezione per tutti noi: non si scherza con la natura, sarà lei a vincere e noi perderemo sempre. Dobbiamo avere cura della natura, o sprofonderemo con essa”.