Grecia Acropoli

L’Acropoli è senza dubbio il simbolo della capitale greca. La “cartolina” di Atene, nel nostro immaginario, è il tempio che dalla collina domina la città. La sua struttura imponente ed elegante risplende sotto il sole di giorno e spicca, luminosa, nel buio delle notti ateniesi.

La prima volta che ho visitato questa città, diversi anni fa, era fine giugno. Atene mi è piaciuta, nel suo essere mediterranea, vivace, spontanea. Una città fiera della cultura che conserva e, al contempo umile e un po’ disordinata. Le sue strade erano piene, pienissime di turisti ed io con loro, ad ammirare le “rovine” di un mondo antico che sono in realtà delle meraviglie senza tempo.

Quando ci sono tornato quest’anno, a gennaio, ho trovato una città diversa. Nelle sue giornate fresche, per le strade della città passeggiavano famiglie, studenti e piccoli gruppi venuti, come me, a passare il weekend. Salire all’Acropoli e trovarla semi deserta mi ha lasciato senza parole. Arrivato ai piedi del tempio, ho compreso la frase pronunciata dalla guida, protagonista del film “Le mie grosse grasse vacanze greche”: “Voglio dirvi perché adoro stare qui. Ascoltate il vento che soffia tra le colonne del tempio: è lo stesso suono che l’umanità ha ascoltato per secoli e secoli, è il suono della natura che incontra l’immaginazione umana e per me questo è storia”.

Quella storia, lontano dalla folla, si stava svelando ai miei occhi. Ho dedicato un paio d’ore a questo sito meraviglioso… pensavo di sapere tutto, eppure, leggendo il blog di Visit Greece (ente turismo della Grecia) ho scoperto che, riguardo all’Acropoli ci sono 5 segreti, che forse anche voi non sapete:

  1. L’avreste mai detto che Socrate, il grande filosofo Ateniese, fu uno degli scalpellini che lavorarono alla realizzazione di questa meraviglia?
  2. Per costruire ogni singola colonna ci sono volute 19.000 ore di lavoro; le stesse ore che servono oggi per costruire un condominio di mezze dimensioni!
  3. Per la realizzazione delle sculture decorative del Partenone sono stati impiegati 150 scalpellini e 50 scultori. Solo il 30% erano ateniesi e il resto dei lavoratori erano per il 20% schiavi e per il 50% meteci (liberi, residenti senza cittadinanza).
  4. Si dice che non si deve giudicare un libro dalla copertina; questo vale in tutti gli ambiti e vale anche per il Partenone. Per quanto siano magnifiche le metope, i fregi, i frontoni, la vera opera d’arte era la scultura all’interno del tempio: la maestosa statua di Atena, d’oro e avorio, realizzata da Fidia.
  5. Quante trasformazioni subì il Partenone negli ultimo secoli? Durante l’occupazione Ottomana il Partenone divenne una moschea e il vicino Erechtheion, un harem. Nel periodo successivo, il primo re greco, Otto, espresse il suo desiderio di costruire il suo palazzo sulla collina dell’Acropoli. Fortunatamente, il padre, che adorava la classicità di Atene, lo convinse a cercare un’altra zona.

Chissà quante altre cose ancora non sappiamo… Forse non le scopriremo mai, ma un po’ di mistero non fa che aumentare il fascino dell’Acropoli e della città di Atene!

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