Ci sono giorni in cui si sente la necessità di riordinare e fare pulizia; a me succede. Mi sveglio e sento proprio il bisogno di eliminare il superfluo, e la polvere.

In quei giorni fare le pulizie non è un noioso dovere, ma un’esigenza liberatoria. Talmente piacevole che ci vuole la colonna sonora giusta, quella che ti fa cantare come fossi sul palco di un concerto.

Se dovesse succedervi, se tutto ad un tratto iniziaste ad utilizzare la scopa come l’asta di un microfono… vi consiglio di contenervi, di non “sbracciare”, soprattutto vicino alla mensola dei soprammobili.

Io ora ho la casa pulita, ma il galletto colorato, ricordo del mio primo viaggio in Portogallo, ora è senza cresta. Mi sono fermato credo almeno un minuto a osservarlo immobile… maledicendomi mille volte.

L’ho raccolto e mi sono seduto provando a inventare qualche soluzione per ripararlo. Ora è li, con la sua cresta un po’ storta e un po’ sbeccata. Non meritava questo, proprio lui, il galletto di Barcelos che è diventato simbolo del Portogallo per aver salvato una vita!

La leggenda racconta di un pellegrino portoghese, forse un mercante, che giunse nella cittadina di Barcelos mentre era sulla strada per Santiago di Compostela. Trascorse la notte in una locanda ma si trovò coinvolto in una triste vicenda poiché l’oste lo accusò di un crimine che non aveva commesso; un furto, forse un omicidio (dipende dalle versioni!).

In ogni caso, il pellegrino fu ritenuto colpevole e condannato a morte. L’uomo tentò inutilmente di dimostrare la sua innocenza e, dopo aver implorato l’aiuto di San Giacomo, chiese di essere portato alla presenza del giudice. Questi stava partecipando ad un ricco banchetto insieme ad alcuni invitati che stavano per gustare un galletto arrostito.
Giunto davanti a loro, il condannato si dichiarò nuovamente innocente e affermò che, a sostegno della sua innocenza, il gallo avrebbe cominciato a cantare. I commensali iniziarono a deriderlo, ma ammutolirono subito dopo: il gallo si alzò e, cantando, salvò la vita del povero pellegrino.

Si tratta ovviamente di una leggenda!

Un’altra versione, più verosimile, parla del processo ad un uomo che era stato invitato ad un banchetto da un ricco proprietario di Barcelos e poi accusato del furto di un prezioso oggetto d’argento. L’imputato dichiarò invano la sua estraneità ai fatti e poi, vedendo un gallo nel paniere di uno spettatore, affermò che questi avrebbe cantando a testimonianza della sua innocenza. Subito dopo in effetti il pennuto cantò, scagionando l’uomo dall’accusa ingiusta.

Da allora il galletto che simboleggia fede, giustizia e buona sorte, è considerato simbolo del Portogallo. Nella cittadina di Barcelos ci sono diverse statue del galletto e in tutto il Portogallo si trovano esemplari di ceramica colorata. Un bel souvenir… da maneggiare con cura!

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Nel Museo Archeologico della città di Barcelos si trova una croce medievale associata alla leggenda del Galletto di Barcelos.

Racconta la leggenda che gli abitanti del borgo erano allarmati perché qualcuno aveva commesso un omicidio ma non si riusciva a trovare il colpevole. Un bel giorno in città fece la sua comparsa un galiziano dall’aria sospetta; le autorità decisero di imprigionarlo e, sebbene l’uomo non si stancasse di proclamare la propria innocenza, nessuno credeva si potesse davvero trattare di un pellegrino diretto a S. Tiago de Compostela per mantenere una promessa.

Condannato alla forca, l’uomo chiese di essere portato al cospetto del giudice, che stava banchettando con alcuni amici, per riaffermare la propria innocenza. Poiché nessuno sembrava credergli, il galiziano indicò un galletto arrosto che era sul tavolo e disse: “Quanto è vero che sono innocente, quando mi impiccherete questo gallo canterà!”.

E ciò che sembrava impossibile, divenne realtà! Infatti, proprio quando il pellegrino stava per essere impiccato, il galletto arrosto si alzò dalla tavola e cantò. Il giudice corse alla forca e, nel vedere che il nodo della corda aveva impedito che l’uomo venisse impiccato, ordinò che fosse liberato immediatamente, lasciandolo andare.

Qualche anno dopo, il pellegrino tornò a Barcelos e fece erigere un monumento in onore di São Tiago e della Vergine.

Per molti anni, la variopinta rappresentazione del Galletto di Barcelos è stata adottata come simbolo del Turismo del Portogallo.